giovedì 19 aprile 2018

Dulcis in fundo: Vinitaly 2018


Ed eccoci finalmente (nel senso che siamo alla fine!) a Vinitaly! Toccata e fuga del 16 aprile ma, avendo sempreil Borda come guida, riusciamo comunque a fare quasi centocinquanta assaggi! Evvai!!! J

Non mi dilungherò troppo sulle note di degustazione, quanto piuttosto sulle aziende che maggiormente mi hanno colpito e che magari tra qualche tempo potreste anche vedere in enoteca, rigorosamente in ordine sparso.

Tra i piemontesi, assaggiati la mattina per evitare le code, sono davvero interessanti i Barolo di Scarzello, che esce ora con il 2012 Sarmassa; il Perno 13 e il Perno 12 Riserva di Oreste Stefano, piccola cantina scoperta per caso durante un giretto nelle Langhe, quando il titolare della Vite Turchese ce lo ha affiancato al Barolo 2012 Cascina Francia di Conterno e Oreste Stefano non ha affatto sfigurato, con le giuste proporzioni (anche di prezzo!) ovviamente!

Gabutti Boasso poi ci fa scoprire una gamma con un 2013 molto elegante e Margheria 2013 molto equilibrato. Subito dopo, da Cascina Fontana, tra gli assaggi colpisce il Dolcetto 2017, davvero croccante e gustoso, come lo sono stati pochi assaggi nella mia vita, buonissimi anche la barbera e il nebbiolo (non quello senza solfiti, che è un poco confuso), e buono anche il barolo 2014, in una versione fresca ed elegante.

Spettacolari anche i vini di Guido Porro da Serralunga, con un recentissimo Vigna Rionda 2014 molto buono, in una versione verticale ma anche godibile, che ha il solo difetto del prezzo!

Anselma, che si conferma sempre il re dei vini dal super rapporto qualità/prezzo, si presenta con il Vigna Rionda Riserva 2010, ultime bottiglie, davvero completo e con il Barolo Felice Anselma 2012 riserva dei  100 anni dalla buona struttura e tannino elegante. Inoltre la signora Maria è uno spettacolo di donna!!! J

Tra i Brunelli assaggiati, molto molto buoni e in un’ottima annata, quelli di Enzo Tiezzi (che tra pocco arriveranno anche da noi bricconi!), con il Poggio Cerrino 2013 e il Vigna Soccorso 2013, e quindi il Vigna Soccorso Riserva 2012. Succosi, eleganti, con tannini vellutati. Buoni!

Anche i due ‘canalicchi’, ovvero Siro Pacenti e Canalicchio di Sopra ci hanno fatto un’ottima impressione, con un vecchie vigne 2013 del primo in gran spolvero e il 2013 del secondo molto elegante.

Forse però il re del brunello di questa edizione, dai miei assaggi, si rivela Le Chiuse di Montalcino, della cugina di Franco Biondi Santi, per potenza e raffinatezza racchiusi in un unico sorso.

Chianti Rufina di Selvapiana super campione di beva!

Bellissima tutta la gamma di San Giusto a Rentennano, che già trovate in enoteca, con il Chianti Riserva 2015 le Baròncole molto buono, in particolare se pensato vicino al fratello 2014 assaggiato di recente, un po’ scarno, e spaziale il Vinsangiusto, da leccarsi i baffi! La Ricolma colpisce per essere un merlot con ottima struttura tannica, in annata buona come la 2015 e il Percarlo 2014, sangiovese, non delude nonostante l’annata, seppure abbia un sorso leggermente più fresco.

Fantastica anche la batteria del Castello dei Rampolla, da Panzano, con un Alceo 2016 (base cabernet sauvognon) forse internazionale ma sicuramente spettacolare!!!

Tappa da Capitoni, azienda della Val d’Orcia, posizionata tra Montalcino e la zona del Nobile; alcuni dei nostri amici noni sono rimasti ben impressionati dai vini, il Frasi in particolare, degustato in una bella e lunga verticale. A me personalmente ha affascinato la diversità di questo sangiovese da altri della zona, per la presenza di un naso diverso, giocato su note salmastre e di oliva, salamoia, pepe e spezie. In realtà anche io ho trovato i vini un po’ troppo estratti e per certi versi leggermente pesanti, ma l’annata 2007 ad esempio era ben bilanciata. Da riprovare!!!

Passiamo anche da Cuzziol, per assaggiare qualche vino della distribuzione. Ci sono solo i ‘base’ ma qualcosa si riesce a capire, come per esempio che Haymann Lowenstein fa riesling buoni, come pure Vincent Girardin e H. Boillot con gli chardonnay di Borgogna, mentre invece non colpiscono del tutto i barolo di Paolo Conterno, sfuocati e a tratti quasi pesanti.

Piccola tappa in Friuli ad assaggiare i bianchi di Komic, piccola realtà del Collio Goriziano che lavora molto bene: ottimi  e dal favorevole rapporto qualità/prezzo il sauvignon, il friulano e lo chardonnay.

Ultimi assaggi al padiglione della Campania, per degustare qualche bianco tipico e qualche aglianico.

Bianchi della Sibilla e di Cantina Barone buoni; passiamo poi da Raffaele Palma e qui troviamo altri bianchi molto particolari, come il Ciararis 2015, ginestra in quest’annata al 70% (ma con la nuova annata al 100%) con profumi di macchia mediterranea e fiori, appunto ginestra, pepe bianco, margherita, agrumi, con una bellissima vena acida. Sempre buono il Puntacroce (2013 e 2014) in arrivo in enoteca, profumatissimo, tanta materia e sempre bell’allungo acido e succoso il Rosato 2017 che uscirà l’anno prossimo. Bravissimo Raffaele Palma!!!

Quintodecimo re del Taurasi Riserva ma che prezzi ragazzi!!!!

Buoni anche i Taurasi di Perillo, annata corrente Riserva 2007 e Riserva 2008, ma che giovani!!!!

Ci sarebbero da nominare tanti altri assaggi, alcuni più piaciuti rispetto ad altri (ad esempio Tua Rita vs. San Polino!) ma il mio reportage finisce qua perché ho scritto un papiro!! Parleranno al posto mio i vini che tra poco faranno capolino tra gli scaffali del bricconbacco! A presto e state connessi!!! J

Grazie a chi avrà avuto il tempo e la voglia di leggere tutto quanto! Un bicchiere di buon vino se passate dall’enoteca il sabato!!!

mercoledì 18 aprile 2018

Summa 2018: Magrè arriviamoooooo!!!!


Domenica mattina 15 aprile alle 6.00 partiamo alla volta di Magré, verso la super tenuta di Alois Lageder, per assaggiare vini da produttori provenienti da tutto il mondo, in un clima di tranquillità, relax fronte vigne: Summa 2018

Primi ad essere testati sono i crucchi, colazione alcolica con botta acida inclusa J e a seguire anche mini verticale di Clemens Busch, il riesling Fahlray Terrassen dal 2011 al 2015.

Che dire, sono buoni! Tutti i GG assaggiati avevano il loro perché, in particolare il Kupfergrube GG 2015 di Hermannsberg, dal Nahe, da uve provenienti da piante vecchie. Naso che rimane un po’ chiuso e giocato su note più di cereali che di frutta, ma sorso pieno, deciso, con super acidità ma anche ricchezza. Buono!

Lo stesso per il Fahlray Terrassen di Clemens Busch che, degustato appunto in verticale, ci ha fatto capire come l’annata 2013 sia stata molto buona (frutta esotica, idrocarburo fine, ricco, ben bilanciato dall’acidità), così come la 2015 (in prospettiva) e la 2011 (più calda ma ottima se bevuta già a partire da ora).

Anche il GG di Schloss Vollrads vuole dire la sua, con un alcol più presente (13.5%), sorso pieno, ricco, ma sempre sorretto dalla spalla acida importante. Il resto della sua gamma invece non mi colpisce particolarmente perché, seppur siano vini ben fatti, sono troppo rigorosi, non pieni, molto verticali e senza quella ricchezza che a me piace nei GG. Son gusti, eh! J

C’è anche qualche vino/azienda che non ci ha convinto appieno, in particolare per le scelte di vinificazione, ma non parliamo di quello che non ci è piaciuto, perché appunto non ci è piaciuto!!! J

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Dall’Austria invece assaggi di gruner veltliner, di cui qualcuno molto interessante, come ad esempio quelli di Schloss Gobelsburg, dal Kamptal, in particolare il Ried Gaisberg 1 cru Alte Reben: da vigne vecchie, un gruner salino, acido, bilanciato tra agrumi e idrocarburi, giovanissimo, buonissimo!

Ottima tutta la linea di OTT, Wagram, soprattutto il Ried Feuersbrunner Rosenberg, completo, ricco e acido, largo se vogliamo, ma bello bello!

Ode al Ried Schlossberg 1 cru di Weinsberghof Fritsch, sempre Wagram, forse il più buono tra i gruner austriaci assaggiati quel giorno, tanta materia e naso poliedrico.

Riesling molto buono dall’Austria è il Ried Steiner Pfaffenberg 2016 Alte Reben di Pichler-Krutzler, ricco, pieno, equilibrato.

Sempre in Austria, altra ode per la Blaufrankisch di Moric, specialmente la Alte Reben 2011 Lutzmannsburg, rotonda, intensa, un piccolo capolavoro! Qui il problema è solo il prezzo! J

Dopo una pausa con le super frittelle alle mele cucinate dalle donne di Magrè, con cui abbiamo assaggiato il Beerenauslese di Velich, molto buono, passiamo al resto del mondo e all’Italia in partiolare. Tralascerò anche qui i soliti nomi (Apparita, Galatrona, Capitelli e parenti) per soffermarmi sulle sorprese.

Partendo dal presupposto che la cantina Pio Cesare è famosa sì, ma non sempre mi ha convinto sui Barolo prodotti, mi sono accostata alla linea proposta con qualche pregiudizio per poi ricredermi! Barbaresco 2005 molto buono, così come il Barolo 2004, che ha davanti a sé ancora molti e molti anni. Bravi!

Buono ma veramente buono il Fiorano Rosso 2012 della Fattoria di Fiorano, di un’eleganza raffinata.

Già assaggiato in altre occasioni il Montepulciano d’Abruzzo 2001 di Emidio Pepe, sempre convincente, bilanciato: anche oggi si conferma un ottimo prodotto.

Tenuta delle TERRE NERE merita anche una menzione perché i suoi nerelli sono puliti, intensi, balsamici, molto buoni, in particolare il Calderara Sottana 2016. Hanno più materia rispetto ad altri colleghi, rispetto per esempio al N’anticchia di Caciorgna, seppure molto buono, e questo a me piace molto!

Boscarelli e il nobile, un connubio d’amore perché i vini sono davvero buoni. Non spigolosi come alcuni assaggiati di recente e nemmeno troppo materici; il giusto equilibrio. Bravi!

Validissimi i due rossi di Mas des Quernes, Languedoc, base mourvèdre, carignan e grenache, un po’ rustici se vogliamo, ma proprio come piacciono a me!

Verso le sei ci allontaniamo dalla manifestazione per una pausa e ci ritroviamo poi per la cena allo Schwarz Adler, l’aquila nera di Cortaccia, ristorante con ampia scelta di vini al bicchiere e in bottiglia e ottima proposta culinaria. Buono il Pinot Nero di Strobelhof!

E l’indomani ci aspetta Vinitaly con altrettanti assaggi (anzi di più perché qui il Borda ci fa trottare di bestia!!!) J

Alla prossima!

martedì 17 aprile 2018

Vni Veri 2018: impressioni di un bevitore tanto assetato! :-)


Una tre giorni impegnativa ma davvero interessante quella che noi del bricconbacco! abbiamo appena trascorso tra Verona, Cerea e Magrè!

Siamo partiti venerdì 13 aprile alla volta di Cerea e dei Vini Veri 2018 (non che gli altri vini non siano veri eh!!! J ). Gli assaggi della giornata che più ci hanno colpito (tolti ovviamente i soliti grandi nomi) in ordine sparso:

SANGIOVESE IGT 2015 MASSA VECCHIA: un sangiovese estremamente elegante, molto rotondo, abbastanza pronto ma con una bella acidità che sostiene il vino, con profumi magari non tipicissimi per un sangiovese ma per un vino davvero molto buono. ALEATICO PASSITO IGT TOSCANA 2015: uno spettacolo! Un passito che quando lo bevi ti sembra quasi di masticare. Sa di uva passa e ti sembra davvero di masticarla. Strepitoso.

FERRANDES PASSITO DI PANTELLERIA DOP 2012: stesso discorso che abbiamo fatto per l’Aleatico di Massa vecchia; qui cambia ovviamente lo spettro olfattivo, più di frutta gialla passita e candita, cera e miele, ma il nocciolo della questione è lo stesso!

SKERLJ MALVASIA VENEZIA GIULIA IGT 2015: profumi davvero deliziosi per questa malvasia che fa un pochino di macerazione e affinamento in legno. I profumi sono di albicocca candita e frutta esotica, unitamente a erbe aromatiche, rosmarino tra tutte. In bocca la tendenza non è amarognola come accade ogni tanto con i vini macerati; c’è invece un equilibrio davvero invidiabile. Buono!!

TAI ROSSO I PIALLI: vitigno poco conosciuto, vino equilibrato, elegante, con una nota sapida. Bella interpretazione!

RAINA: da Montefalco, tre vini rossi fatti bene, con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

ZAMPAGLIONE DON CHISCIOTTE, FIANO IGT 2016: bella annata e bel vino, con i classici sentori di frutta e pietra focaia, morbido ma ben fatto. Al banco c’erano anche il Fiano 2006 e il 2007, macerati. A mio parere meglio la versione tradizionale.

DI SALVO: nero d’Avola IGP 2016. Fuori dagli schemi del classico nero d’Avola che ha corpo e struttura (oltre all’alcol) da vendere, questo vino è invece sullo stile dei nero d’Avola che vengono prodotti ultimamente un po’ da tutti i vignaioli, corpo certo ma anche eleganza e equilibrio. Una piccola produzione situata abbastanza in alto (500 metri slm), un vino davvero interessante. Il signor Di Salvo poi è molto affezionato ai vitigni tipici della zona e tra poco metterà a produzione anche le vigne di perricone e catarratto. Gradazione alcolica bassa.

MACCHION DE’ LUPI: una gamma che non assaggiavo da molto. Ansonica con leggera macerazione davvero particolare, delicata su note floreali e di frutta, leggera spezia, alcol equilibrato. Rossi rotondi ma non banali!

GUTTAROLO CRISTIANO: Da Gioia del Colle primitivo, negramaro e susumaniello tutti annata 2016 abbastanza atipici, con gradazione di 13 gradi e leggiadria da vendere. Legno inesistente, solo acciaio e in un caso anfora. Freschi e varietali.

BODEGAS LA SENDA LA BARBACANA 2016: vino interessante da uve tinto, alicante e bouchet, vigne vecchie. Pochissime bottiglie, eleganza ed equilibrio per vini fatti in alto, tra i 500 e i 600 mt slm. Per nulla austeri, anzi, con gradazione alcolica di 13 gradi. Profumo che va dai fruttini alla spezia, morbido ma con una bella vena acida. Questa è un’azienda che ci piace molto! Peccato non ci siano mai troppe bottiglie disponibili…

Potrei citare altri produttori e altri vini interessanti tanto quanto quelli appena descritti (vedi Bea, De Fermo, Rinaldi, Slavcek, Antoniotti, Cascina delle Rose, Colombera e Garella, Nikolaiof,Redondell ecc.), ma quest’anno mi piace porre l’attenzione su aziende magari leggermente meno famose ma di sicuro con prodotti altrettanto buoni, provenienti dal lavoro attento e rigoroso di vignaioli rispettosi dell’ambiente e delle tipicità dei propri luoghi di origine.

Questo era Vini veri 2018! Alla prossima per Summa e Vinitaly!

 

 

martedì 30 gennaio 2018

GITA IN RODANO (COTE ROTIE)

Questo post è dedicato alla nostra gita in Rodano di fine gennaio 2018.
Siamo partiti in 7 impavidi la mattina alle 2.00 per arrivare ad Ampuis alle 9.00, giusto in tempo per la prima visita e degustazione della giornata presso il Domaine Garon.
Qui abbiamo assaggiato solo alcuni vini, dei quali quelli secondo me degni di nota sono stati Les Triotes e Les Rochins (da botte).

A seguire, dato che questo appuntamento è durato meno del previsto, abbiamo citofonato al signor Bernard Burgaud il quale ci ha accolto nella sua cantina e ci ha fatto assaggiare il Cote Rotie 2015 e il Cote Rotie 2014. Nonostante la sua avversione per tutto ciò che suoni come 'naturale', 'bio' o simile, il signor Burgaud ci ha fatto un'ottima impressione, un po' rustica, come il suo Cote Rotie, ma autentica. Il vino infatti, da parcelle -precisamente tre- tra la Cote Brune e la Cote Blonde ha una eleganza tutta sua, accompagnata da un tratto appunto rustico che lo ha contraddistinto rispetto alla gran parte degli assaggi successivi. 2015 sopra il più magro e incompleto 2014. Un Accomasso della Cote Rotie!!! :-)

Dopo un frugale pranzo all'enoteca di Ampuis, in cui abbiamo bevuto La Barbarine 2015 di Gangloff (rimane chiuso a riccio anche dopo una mezzoretta dall'apertura ma ha una bocca davvero tesa ed elegante; trattasi comunque di 90 euro di vino!), ci dirigiamo verso il Domaine Gerin, vicinissimo.
Ci accoglie il figlio, megamacchinozzo e quattro minuti di ritardo!, che ci fa assaggiare buona parte dei vini ma non Landonne e Viaillière. Buoni, ok, ma senza i due carrarmati che assaggio è? Che poi la Viallière l'abbiamo potuta comprare, ma La Landonne no (aveva una 2012 a 200 euro!!!!!!!!!!!).
Ecco, in Rodano i prezzi sono tanto tanto alti un po' ovunque! :-(

Chiuso il capitolo Gerin, alle 14.30 ci attende per un super appuntamento Monsieur René Rostaing.
Si assaggia tutto, Landonne e Cote Blonde (100/100 Parker) compresi. Il primo, con un'arancia sanguinella super e la lavanda a spiccare sul resto (la violetta è citata anche in etichetta!), fine ed elegante ma lungo ed intenso. Il secondo, il mostro sacro, con un naso più sfaccettato, sempre su note di arancia sanguinella accompagnata qui da ciliegie sotto spirito, confettura di amarene, spezie orientali, un tocco balsamico dolce e tanto altro. Più caldo e ancora più avvolgente rispetto alla Landonne. Davvero il migliore assaggio del giro.
Non meno degno di nota, con le dovute differenze, l'Ampodium, il Cote Rotie dalle 19 parcelle restanti (le altre 6 per i due capolavori): una miniLandonne certamente meno sfaccettata ma altrettanto interessante, considerando anche il diverso prezzo. Una bellissima esperienza!

Siamo stanchi, in piedi da più di 14 ore ormai, ma la sete di bontà non ci ferma e citofoniamo al Domaine Alain Voge, a Cornas (che si pronuncia proprio 'Cornas', con l'accento sulla A!). Gentilissimo il signore che ci accoglie mentre sta uscendo per andare dal barbiere proprio il signor Voge in persona! dagli assaggi ci colpiscono maggiormente il Vieilles Vignes 2015 e Les Vieilles Fontaines 2015. Spettacolo! Più giocati sull'eleganza che sulla ciccia, ma comunque dotati di un'ottima struttura, il Vieilles Fontaines ha un'intensità davvero bella, con profumi stratificati, dalla frutta rossa alle spezie ai fiori. Si sente l'apporto della vigna vecchia e qui, in più troviamo una selezione delle botti del Vieilles Vignes 2015. Superlativo! Se non prenderà i 100/100, poco ci mancherà.

Eccoci infine, adesso davvero stanchi e assonnati ma sempre curiosi di novità, sotto la pioggia incessante che gonfia il Rodano come una zampogna, a casa di Guillaume Gilles, o meglio nella cantina che gli ha prestato Robert Michel. Qui ragazzi non si scherza! Un uomo semplice, con le mani e i vestiti logori di lavoro, ma con gli occhi luccicanti di chi ha l'entusiasmo per quello che fa, con la stessa passione che trasmette agli altri. I vini rispecchiano tutto questo, a partire dal Cornas Les Chaillots 2015, con naso di zenzero candito, rosa, geranio, anguria, frutta rossa, pepe rosa, insomma uno spettacolo di profumi e una bocca vellutata, decisa ma super elegante; il rapporto qualità/prezzo (se così possiamo dire) più interessante del giro. Si assaggia anche qaualcosa di vecchio, interessante esercizio per capire l'evoluzione dei suoi vini, ma il 2015 spacca!!! Grande signor Guillaume!

Chiudiamo la giornata alla Ruche, bistrot con ottima cucina francese senza troppe salse e ottima carta dei vini (ma che prezzi!!!); qui assaggiamo l'interessantissimo VdP 2015 di Gonon che per essere un vinello di paese (anche se a 40 euro) è proprio buono!!! Buono anche il Cote Rotie 2015 di Balthazar.

Secondo giorno meno intenso: è sabato e, a parte gli appuntamenti già fissati, è difficile ottenerne di nuovi Partiamo alle 9.00 con visita da Clusel Roch. Qui la farò breve perché sono tutti buoni i suoi vini!!! Se vogliamo trovare l'eccellenza, citofonare Les Grands Places 2015, lieu-dit della Cote Brune, più scuro e materico del Viaillières 2015, tannino presente ma elegante, con 30% di grappolo intero. Sicuramente da aspettare. Viaillières appunto meno strutturato e più pronto, elegante. Buonissimi entrambi!

Passiamo poi da G. Barge, con vini che purtroppo non mi sono piaciuti, incompleti, manca qualcosa. Tutta la gamma ne risente, anche il loro fiore all'occhiello, la cuvé Duplessy 2015. Peccato, riproveremo i vini in un'altra occasione!

Arriviamo quindi da Francois Villard, il re del Condrieu e del Saint Joseph. A me non hanno fatto impazzire in generale i vini di Condrieu, perché il viognier non finisce di impressionarmi, in quanto la materia glicerica così presente a discapito della mineralità e acidità non contribuisce al mio ideale di vino. Questi sono Condrieu certamente più precisi e se vogliamo minerali rispetto ad altri, ma il prezzo mi fa comunque desistere dall'acquisto. Il Villa Ponticiana 2015 sarà un assaggio che farò volentieri tra qualche tempo.

E' il momento dell'ultima visita della giornata, da Patrick Jasmin. A parte la simpatia del personaggio, divertentissimo!, che ha anche una cantina personale ben fornita (Daguenau, champagne accatastati ecc), i suoi vini sono proprio buoni!!! Sperimenta con le selezioni di botti da 600 lt. La Giroflarie 2015 è molto buona. Da 12 parcelle tra Cote Blonde e Cote Brune. Già profumi sfaccettati, bocca tesa, non troppa struttura ma vino decisamente elegante, equilibrato. Oléa 2015, selezione di Cote Rotie, che uscirà a giorni, davvero super! Qui siamo all'altezza dei grandi.

La mattina seguente. prima di partire per il rientro, visita al Domaine du Colombier a Tain d'Hermitage. Dopo le dovute foto alla Chapelle e alle targhette dei vari Chave, Chapoutier, ecc, per dire 'noi ci siamo stati'!!!, ci accoglie il proprietario e ci fa assaggiare tutto, compresi i campioni da botte. Tutti i vini, leggermente più scuri rispetto ai Cote Rotie, hanno un filo conduttore comune, a partire dai profumi, oliva e violetta in primis. In bocca sono potenti ed eleganti allo stesso tempo. La Cuvé Gaby 2015, il Crozes hermitage, è ben fatto, ma il vino decisamente migliore è l'Hermitage 2015,  un trionfo di profumi, tannini potenti, certamente da aspettare ma è tanta roba!

In conclusione possiamo dire che il Rodano stupisce per l'alta qualità dei vini, la bruttezza delle cittadine, il fascino delle vigne spoglie d'inverno, la simpatia dei produttori, i cartelli stradali inutili e le segnalazioni mancanti. Aprite il portafoglio, gente, perché costano ma sono troppo buoni!!!!! :-)







giovedì 20 agosto 2015

DEGUSTAZIONE DEI 4 VINI BIANCHI DI KUENHOF DI BRESSANONE

DEGUSTAZIONE DEI 4 VINI BIANCHI DI KUENHOF DI BRESSANONE, venerdì 21 agosto dalle 17.00 alle 23.00 al bricconbacco! di Clusone...



Venerdì 21 Agosto dalle ore 17.00 alle ore 23.00, al bricconbacco potrai assaggiare i 4 freschissimi vini dell'Azienda Kuenhof di Peter e Brigitte Pliger di Bressanone. Si partirà con il Veltliner, poi si degusterà il Sylvaner, quindi il Traminer ed infine il famoso e pluripremiato Riesling Kaiton. L'annata dei vini è la 2013, in quanto la 2014 non è ancora uscita. Con un annetto sulle spalle, questi vini sprigionano al meglio ogni profumo e svelano meglio le loro caratteristiche salienti quali la freschezza, la giusta acidità e la grande sapidità; in realtà il Riesling si dovrebbe gustare a partire dai 4/5 anni d'età per riuscire a carpirne tutte le sfumature...ma 'accontentiamoci' di questo 2013!!  Il costo dei 4 calici è di euro 10.00!! Non mancare, ti aspettiamo!!

lunedì 29 giugno 2015


Voglia d'estate e voglia di bere qualche buon vino bianco....

ecco che ieri qualche buon vinello, in compagnia, ce lo siamo bevuto!!

In particolare, da ribere sicuramente:

CHAMPAGNE SALON 1999: potente ma anche molto elegante, non particolarmente dosato, con bollicine molto fini e delicate; peccato che costi un botto, se no si potrebbe riempire la cantina!!!!

GAJA & REY 1987: chardonnay con un'ottima tenuta nel tempo: non gli si danno i suoi 28 anni! Note tipiche con sentore finale dolce al naso, mentre è secco e persistente in bocca, con un'eleganza e una compostezza che in Italia non hanno in molti...

LES CHALASSES MARNES BLEUES Savagnin 2012 Ganevat: dallo Jura, regione della Francia, una bellissima scoperta! Sorso salato e acido, ricorda vagamente un riesling d'Oltralpe. Profumi tropicali, e beva facile e gustosa.

lunedì 4 maggio 2015

FF Four Falanghina: Cantina San Paolo e i quattro Cru di Falanghina


Ieri sera ci siamo bevuti quattro bei vinelli, quattro bottiglie di Falanghina Beneventana della Cantina San Paolo, annata 2012, vinificati a partire da uve identiche ma di differenti zone. I vini si chiamano:

Aria –  vino da uve coltivate su terreno argilloso-calcareo appena pietroso

Acqua – vino da uve coltivate su terreni sabbiosi da una zona che precedentemente ha ospitato il letto di un fiume

Terra –  vino da uve coltivate su terreni di argilla compatta

Fuoco – vino da uve coltivate su terreni sabbiosi con influenza vulcanica

Quattro bottiglie di FALANGHINA BENEVENTANA dello stesso clone, vinificate allo stesso modo, dallo stesso enologo, ma provenienti da quattro zone con conformazione del terreno completamente diversa.

Partiamo dal primo, Aria, colore giallo con riflessi verdolini, molto fresco e beverino, con sensazioni fruttate e floreali evidenti. Il secondo, Acqua, aggiunge a queste sensazioni un che di più maturo (frutta gialla matura); anche il colore è leggermente più carico. Terra e Fuoco sono molto più strutturati, con sensazioni di fiori anche appassiti, mineralità molto marcata e acidità sempre presente.

Insomma:  caratteristiche gustative davvero diverse, in un crescendo di complessità, struttura e profumi, il tutto in maniera magistrale. E’ quasi come se l’azienda avesse deciso di vendemmiare dei Cru singoli di falanghina, alla maniera francese. Le bottiglie prodotte sono molto poche, circa un migliaio per tipologia, ma l’esperimento è senza dubbio unico.

Noi ce le siamo scolate da sole, senza ritegno ( J ) e senza abbinamenti, ma in effetti ci sarebbe stato bene del buon pesce, magari cucinato in diversi modi!!

Grande la Cantina San Paolo e grande l’enologo Vincenzo Mercurio!